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BIENNALE VE / LA SCOMPARSA DI MORITZ DE HADELN
la Biennale di Venezia
La scomparsa di Moritz de Hadeln
Direttore artistico
della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
nelle edizioni 2002 e 2003
Il Presidente, il Direttore generale, la Responsabile dell’Archivio Storico, il Direttore artistico del Settore Cinema, il Consiglio di amministrazione e la Biennale di Venezia tutta esprimono sincero cordoglio per la scomparsa di Moritz de Hadeln, per decenni uno dei più autorevoli direttori di festival internazionali di cinema, Direttore artistico delle edizioni 2002 e 2003 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ha fatto parte della Giuria internazionale del Concorso della Mostra del 1991, diretta da Guglielmo Biraghi.
Di formazione cosmopolita (nato in Inghilterra, cresciuto in Italia a Svizzera), personalità colta e pragmatica, abile tessitore di relazioni con autori, artisti e produttori, Moritz de Hadeln è stato fondatore e direttore del Festival del documentario di Nyon, direttore del Festival di Locarno, direttore per oltre 20 anni del Festival di Berlino e infine del Festival Internationale du Films de Montreal.
Ha curato due edizioni della Mostra di Venezia ricche di qualità artistica e di talenti da ogni parte del mondo. Tra i principali titoli selezionati da Moritz de Hadeln al Lido, vanno ricordati tra gli altri "Frida" di Julie Taymor, "Lontano dal paradiso" di Todd Haynes, "Era mio padre" di Sam Mendes, "Full Frontal" di Steven Soderbergh, "Ken Park" di Larry Clark, "Piccoli affari sporchi" di Stephen Frears, "Oasis" di Lee Chang-dong, "Velocità massima" di Daniele Vicari, "The Magdalene Sisters" di Peter Mullan (Leone d’oro) nel 2002, nonché "Lost in Translation" di Sofia Coppola, "21 grammi" di Alejandro G. Iñárritu, "Anything Else" di Woody Allen, "Prima ti sposo, e poi ti rovino" di Ethan e Joel Coen, "Zatōichi" di Takeshi Kitano, "La moglie dell’avvocato" di Im Sang-soo, "Goodbye, Dragon Inn" di Tsai Ming-liang, "Le cerf-volant" di Randa Chahal Sabbag, "Buongiorno, notte" di Marco Bellocchio, "The Dreamers" di Bernardo Bertolucci, "Il ritorno" di Andrey Zvyagintsev (Leone d’oro) nel 2003.
Moritz de Hadeln ha attribuito il Leone d’oro alla carriera nel 2002 a Dino Risi, e nel 2003 a Omar Sharif e a Dino De Laurentiis, valorizzando il ruolo creativo del produttore anche con la retrospettiva L’industria dei prototipi.
A cura di: Marta Ravasio
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Venezia, 7 luglio 2026
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