The Bourne Identity

Signore e signori ecco a voi la storia del povero Jason Bourne, smemorato mezzo annegato raccolto in piena burrasca dal peschereccio italiano di Orso Maria Guerrini che, dopo essersi tolto qualche pallottola di troppo dalla schiena, inizia a girare l'Europa alla ricerca della perduta identità. Ma al povero Jason non gli entra proprio in testa di essere uno spietato agente segreto e non riesce a capire perché ad ogni provocazione gli venga il raptus di Bruce Lee e, inseguito da mezzo mondo, si ritrovi a scalare pareti lisce stile Manolo-no-limits, o a guidare come Nigel Mansell una Mini Minor sulle scalinate di Parigi...
Così, con annesso costante sguardo incredulo, Il micidiale(?) protagonista che Matt Damon rende a tratti davvero comico, dopo aver scoperto in una banca svizzera una valigetta piena di soldi e passaporti, comincia a scappare da killer assatanati che lo vogliono morto e solo allora, gli viene l'atroce dubbio di non essere un semplice rappresentante porta a porta...
L'eroe è tornato tra noi, ma non cambia niente e neppure il film.
Jason Bourne continua a fuggire, a scazzottare, a sparare in performance di pura azione, frutto di mesi e mesi(!) di allenamento che danno a Damon un fisichetto buono solo per la scenetta d'amore con la confusionaria e piagnucolona Franka Potente. Il resto è un lungo vagabondare di città in città, dove la possibilità di sfruttare il suggestivo itinerario europeo, viene totalmente sprecata, nonostante la buona fotografia di Oliver Wood e l'ottimo montaggio di Saar Klein che dà il meglio nella fulminea e scattante fuga in "mini" dei due protagonisti. Finale visto mille volte come del resto il film, polpettone mal riuscito di situazioni narrative scontate e banali che ci fanno rimpiangere Ipotesi di complotto di Richard Donner e Spy Game del sempre sottovalutato Tony Scott.
Doug Liman realizza un film scialbo, piatto, lungo (130 minuti), basato su una sceneggiatura tratta da L'uomo senza volto di Robert Ludlum, che compare tra i "produttori esecutivi" del film, così come il collega Tom Clancy figurava fra quelli di Al vertice della tensione...E' il caso di chiedersi perché, visti i risultati che rendono ugualmente mediocri i due film e i loro protagonisti, gli eterni amiconi Ben Affleck e Matt Damon, uniti stavolta anche nella fiacca e misera interpretazione.


Ottavia Da Re

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