Matrix Revolution

L'Eletto è in coma. Zion ha solo poche ore prima di essere raggiunta e sopraffatta dalle Sentinelle. L'agente Smith si muove pressocchè indisturbato e onnipotente dentro e fuori Matrix.
Inizia così Matrix Revolutions, il capitolo (in teoria) conclusivo della trilogia nata dalla mente dei fratelli Wachowski oramai sei anni fa. Scordatevi assolutamente l'ondata di originalità contenutistica del primo, straordinario Matrix, dove tutto era meravigliosamente nuovo e pregno di rimandi e riferimenti filosofici o letterari. Riguardatevi, invece, molto attentamente Matrix Reloaded prima di affrontare "Revolutions", perché la storia riprende esattamente da dove s'è interrotto il secondo episodio sei mesi fa, senza alcun richiamo, riassunto o simili, proprio perché la seconda e la terza parte sono stati concepite, girate e realizzate come se fossero un film unico. Difficile quindi non ripetere quanto detto sul capitolo due, soprattutto perché l'incredibile lavoro di fotografia, di effetti speciali ed elaborazioni digitali sono la diretta, spettacolare prosecuzione di quanto visto in precedenza. E' il pregio ma allo stesso tempo il difetto di "Revolutions", che non può scardinare le regole dell'immagine cinematografica come fece Matrix e per poi reinventarle secondo una logica mai pensata fino ad allora, ma non riesce nemmeno a surclassare il superamento di questo nuovo apparato visivo operato da "Reloaded", rispetto al quale la spinta innovativa è chiaramente poco evidente, eccezion fatta per lo spettacolare scontro finale fra Neo e Smith. In assoluto la sequenza più bella di Revolutions.
In tempi di bilanci, quindi, si può affermare che quest'ultimo capitolo è più veloce di "Reloaded" e si perde in misura di gran lunga inferiore in criptiche conversazioni filosofiche, pur ruotando sempre sui temi e sulle premesse che sono da sempre alla base della trilogia, tuttavia appare molto meno avvincente e un po' deludente sotto molti punti di vista.
Innanzitutto è troppo netta la cesura fra le due metà del film, che inizia con la solenne lentezza e seriosità di "Reloaded" affrontando il tema, centrale, della scelta individuale e del libero arbitrio e poi, per un tempo che pare davvero infinito, si decentra dalle vicende dell'Eletto (che udite udite viene praticamente lasciato in standby per 40 minuti!!!!) e si addentra nella decadente polverosità di Zion, dove gli ultimi gruppi di uomini liberi si oppongono strenuamente alle Macchine. La battaglia per Zion, che dovrebbe essere tesa e piena si suspance per il fatto che coincide con l'atto conclusivo e risolutivo del destino umano, è però ampiamente danneggiata dalla scontatezza dell'animazione computerizzata, che azzera qualsiasi sentimento umano ad esclusione della noia, che ricalca oltre modo (o rende omaggio?) le atmosfere di Guerre Stellari e che soprattutto cerca di aumentare l'ampiezza della storia inserendo tutta una serie di inutili personaggi secondari, dai ruoli improbabili quanto fastidiosi che innervosiscono soltanto dato la loro pessima caratterizzazione. Questa lunga, complessa ed interminabile lotta fra Uomo e Macchina, dove l'unico dettaglio strabiliante è dato dalle magnifiche evoluzioni e contorsioni degli sciami di Sentinelle nel tentativo di invadere il porto, è come un ostacolo ingombrante frapposto tra il pubblico e la coppia Neo e Trinity, poveri protagonisti bistrattati come fossero guest stars nel loro stesso film, che cercano di trovar spazio in mezzo a stucchevoli prove d'eroismo, che affossano persino il poderoso Morpheus che, per una oscura ed inspiegabile metamorfosi, è ridotto da capo della resistenza a semplice militare a cui pare che chiunque possa dare ordini...
In linea generale, Matrix Revolutions si riprende con l'affascinante conclusione di Neo nella Città delle Macchine, dove in un sottobosco di richiami protocristiani e neotestamentari, l'Eletto porrà fine in modo grandioso, spettacolare e senza precedenti a ciò che ebbe un inizio....Gli elementi ci sono tutti: il Cristo e l'Anticristo, ovvero l'Anomalia sistemica di Matrix e il Programma creato per eliminarla, il Sacrificio, la Passione e la sofferenza dell'Uno per la salvezza di molti, tecniche di lotta e d'elaborazione in digitale mai viste...il tutto sotto il Diluvio Universale che spazzerà via la corruzione del sistema, rappresentata dagli innumerevoli agenti Smith diffusisi a dismisura come metastasi.
Un'apocalisse.
Peccato che la sequenza di chiusura sembri un recente spot di caramelle.... e non lasci trapelare molto sulla reale conclusione della storia...


Marta Ravasio

Matrix Revolution

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