Bad Boys II

Come sbarazzarsi del set di 2 Fast 2 Furious senza spese di demolizione. Si potrebbero riassumere così le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di Bad Boys II
E' l'unica possibile spiegazione che ci viene in mente per giustificare l'ultimo catastrofico, fracassone e demenziale film di Michael Bay (Armageddon - Il giudizio finale, Pearl Harbor) fatto (e disfato) sullo stesso meccanismo e sull'identica trama del film di John Singleton.
Non che dal seguito, del pur dignitoso, Bad Boys pretendessimo una storia illuminata o delle citazioni metacinematografiche, ma neppure un film la cui sceneggiatura (parola grossa, in questo caso) viene miseramente scopiazzata dalla già esile e banale struttura di un altro action movie, a sua volta sequel di un film tutto corse e inseguimenti.
Un misero "calco" che vede nuovamente protagonisti due compagnoni "bisticcianti" (Will Smith e Martin Lawrence) con grande potenza di fuoco e motori a carico (mai visto un poliziotto in Ferrari F50…), a caccia di un trafficante di droga psicopatico di origini latine (origini marcate dal volutamente idiota accento spagnoleggiante imposto ai personaggi), tal Hector Juan Carlos 'Johnny' Tapia (Jordi Mollà), che sta per mettere a segno un colpo senza precedenti, aiutati da una bellissima agente/bambolona (Gabrielle Union) infiltrata sotto copertura che recita così bene la parte della chica del boss da finire "scoperta", con grande disappunto dei due improbabili simpaticoni che dovranno recuperare i soldi, mettere in gabbia il cattivone e salvare pure la bella addormentata di turno.
Stesso copione, e naturalmente, stessa spiaggia e stesso mare di 2 Fast 2 Furious: quelli di Miami Beach.
E dopo soli 15 minuti di film, la sua "rottamazione": in un tratto di autostrada paragonabile solo a quello di Matrix Reloaded, i nostri "eroi", distruggono praticamente l'intero parco macchine (con l'aggiunta di una barca!) di 2 Fast 2 Furious sganciato da un tir in corsa da cui vengono fatte rotolare i bolidi a disposizione del precedente film a cui seguirà la caccia al boss demente castrista in quel di Cuba (ovviamente le locations sono state "ricostruite" a San Juan, in Portorico) con conseguente rasatura al suolo del villone miliardario costruito con i cash della droga…
Toccati questi due vertici del climax catastrofico, il regista sembra più interessato ad inquadrare al meglio i numerosi sponsor spalmati su suppellettili, vestiti e auto (Sony & Panasonic, ovviamente, ma anche Dell, Ferrari ecc.) che a dirigere gli interpreti, mentre il film si allunga in maniera inconcepibile (ben 2 ore e 27 minuti!), trafsormandosi in un minestrone caotico e interminabile (con tanto di incursione stile-marines finale) fra truculenti momenti di necrofilia di pessimo gusto e discutibilissimi esperimenti con sostanze stupefacenti sotto l'effetto delle quali i poveri Will Smith e Martin Lawrence si ritrovano costretti ad agire, sostanze, probabilmente, indispensabili ai due attori per poter portare a termine le scene più assurde, senza uno straccio di dialogo, sia pur lontanamente comico, o una battuta con un minimo di senso. I siparietti alla Mel Gibson/Danny Glover (Arma Letale) diventano pietose forzature su una coppia senza il minimo affiatamento, lontana anni luce dalle simpatiche schermaglie che li vedevano complici nel primo Bad Boys.
Così un (incredibilmente) serioso e "scazzato" Will Smith (qui non sembra neppure lo stesso attore di Alì) finisce per vegetare per tutto il film costretto a recitare la parte del bullo muscoloso tutto smorfiette e vestiti firmati, mentre il sempre bravo e sottovalutato Martin Lawrence si danna l'anima e l'incredibile faccia di gomma (mai visto lo strepitoso Big Mama?) per regalarci quei pochi e unici momenti di spontanea e autentica comicità.
Ma sono perle buttate ai porci. Troppo poco per sollevare le sorti di questo mattone trash di insopportabili banalità in cui neppure la pregevole colonna sonora hip hop realizzata da Trevor Rabin e Dr Dre (il produttore di Eminem) con i brani di Sean 'Puff Diddy' Combs, Nelly, Murphy Lee (trio di "Shake Ya Tailfeather"), 50 Cent, Mary J. Blige, Beyoncé Knowles e Snoop Dogg ha potuto fare molto, immolata anch'essa sull'altare sacro dell'azione e dei petardi di questo demolition movie da encefalogramma piatto.


Ottavia Da Re

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