FBI Protezione Testimoni 2

Un motivo ci dev'essere, se quando vieni a sapere che un boss criminale ti ha rapito la moglie non corri subito dalla polizia, ma parti per andare a trovare un vecchio amico. A Oz (Matthew Perry) succede proprio questo. La biondissima moglie incinta (Natasha Henstridge) viene sequestrata da Lazlo Gogolak (Kevin Pollack), fresco fresco di galera. Non sarà l'FBI ad aiutarlo, ma la sua vecchia conoscenza Jimmy (Bruce Willis), ex-killer ora meticolosamente dedito ai lavori domestici dopo turbolenti rendez-vous con la malavita. Ai due si unirà la compagna del secondo, Jill (Amanda Peet), che nell'operazione svolgerà un ambiguo ruolo chiave.
A quattro anni dal primo FBI Protezione Testimoni, il duo Willis-Perry torna alla commedia per riprendere le vesti del sicario pieno di sense of humour e del dentista troppo prudente. Stavolta l'FBI non c'entra niente, la protezione testimoni ancora meno; ma il titolo rimane lo stesso, retaggio dell'antecedente che fa da appiglio al nuovo film di Howard Deutch (That's Amore - Due irresistibili seduttori, La strana coppia).
L'inutile ripresa del mix azione & comico è però sacrificata a un'intenzione che sciupa con sussiego le potenzialità di un intreccio abbastanza articolato.
Svogliata a partire dall'incipit, la sceneggiatura di George Gallo arrangia parecchi siparietti strizzando l'occhio al grottesco e all'umorismo provinciale, per gag troppo scontate e dirette (siccome Jill è in piena crisi perchè non riesce ad ammazzare nessuno nel modo in cui dovrebbe, Jimmy tenta di consolarla: "Stasera usciamo, troviamo qualcuno e lo ammazziamo, io e te da soli... ok?").
E non tenta strade diverse nemmeno una regia pigra, preoccupata soprattutto di mettere in evidenza difetti e fobie dei personaggi, a partire dall'ossessione di Oz per la sicurezza domestica e dall'amore di Jimmy per la vita casalinga, che lo porta a passare le giornate ai fornelli e a vezzeggiare le sue galline, elevate al rango di personaggi da (ripetuti!) primissimi piani.
Eppure le potenzialità non mancavano. Il meccanismo del giallo sembra ben funzionare, trovare un buon ritmo, e il finale con classica sorpresa - per quanto sfruttato - non pecca di prevedibilità eccessiva. Se diversi risvolti appaiono scontati, l'intesa fra Willis, Perry e Peet non resta arida, per quanto il secondo ecceda in una recitazione che caratterizza il suo personaggio fino agli estremi. Willis rinuncia alle pretese prendendo il ruolo con la leggerezza dell'ironia, mentre la Peet ci dà dentro fra umorismo e dramma (liti per gelosia).
Ma il fatto che FBI Protezione Testimoni 2 arranchi terribilmente nell'incipit e carburi solo a partenza avvenuta è segnale della poca inventiva di uno staff che non ha saputo, o peggio voluto, maneggiare la sua materia come sarebbe stato necessario. A dimostrazione del fatto che, per questo sequel che sfrutta molto dell'appeal del suo precedente, gli autori non hanno preso sul serio nè il target nè se stessi.


Alessandro Bizzotto

FBI Protezione Testimoni 2

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