Lo stagista inaspettato
 

Insomnia

"Insomnia" di Christopher Nolan, già talentuoso regista di Memento, è un "noir" in piena luce, un tenebroso thriller psicologico ambientato in Alaska, dove la luce diventa, nella sua infinita ampiezza e diffusione, accecante, irritante, specchio dei conflitti e dell'autodistruzione che investe il protagonista, l'investigatore Will Dormer (Al Pacino). L'uomo, durante un'indagine per catturare un assassino in Alaska, uccide "accidentalmente" il proprio collega con cui la sera prima aveva discusso su dei casi poco chiari che avrebbero potuto compromettere la sua lunga e rispettata carriera. Sopraffatto dalla paura, Will fa credere che il responsabile sia il killer a cui stavano dando la caccia, ma non sa che quest'ultimo ha visto tutto. Da preda a cacciatore, l'assassino comincia a ricattarlo a "colpi di insonnia" nella terra senza notti, dove il sole non tramonta mai...
Chris Nolan, come già in Memento rovescia i ruoli (del buono e del cattivo), le coordinate (qui anche spazio-temporali) la percezione del bene e del male, il giorno e la notte, confondendo i pensieri e la visione nell'oscurità di una luce solo apparentemente illuminante, in cui la coscienza del protagonista sprofonda nella nebbia come nell'incertezza, nell'impossibilità di discernere la giustizia e la verità. Nulla è ciò che appare, nessun confine a delimitare comode certezze o rassicuranti morali, ma solo una flebile speranza, riposta nel personaggio "puro" della brava Hilary Swank, una giovane agente, inizialmente sprovveduta e irritante scolaretta, con tanto di appunti alla mano per imparare dal capo. Se Robin Williams conferma l'ottima prova di One Hour Photo, dimostrando di poter dare il meglio (sceneggiatura permettendo) proprio come "cattivo", Al Pacino giganteggia in un ruolo che evoca quello di Jack Nicholson in La promessa di Sean Penn, film che come "Insomnia" analizza e scava nella coscienza di un esperto poliziotto, ma che, rispetto a quest'ultimo, arriva a toccare note più profonde e struggenti. Diversamente, Chris Nolan si concentra maggiormente in una ricerca "astratta", affidata per lo più a stati fisici ed elementi naturali (il ghiaccio, l'acqua, la nebbia) che definiscono l'ambientazione ma riflettono anche la staticità, l'evoluzione, la dissoluzione mentale dei personaggi, affidando ai contrasti di una luce costantemente presente e accecante, la sofferenza e la corruzione/corrosione interiore.
Un'operazione mentale, psicologica che pecca forse un po' di freddezza, ma che risulta comunque molto efficace, soprattutto nell'impatto visivo dato dalla grande fotografia di Wally Pfister e nella forzata lentezza della narrazione che diventa volutamente "empatica" trascinando lo spettatore nella stanchezza fisica e morale del protagonista, che Al Pacino domina sovrano in un monologo fatto di sguardi liquidi e perforanti che fra un battito di ciglia e l'altro, gridano dolore e morte.

Ottavia



NOTE TECNICHE

INSOMNIA IN ALASKA
Tratto da Sleepless in Alaska di John Pavlus da American Cinematographer Vol 83 N.5

Wally Pfister si prende una pausa e descrive così il suo primo incontro con Chris Nolan a tempi di Memento "Tornai dalla East Coast con gli occhi rossi, filmai l'intera notte praticamente non dormendo per 30 ore. Suppongo che i miei farfugliamenti, dovuti alla mancanza di sonno, non irritarono Chris perché qualche giorno dopo mi assunse".
Dopo tutto aver fatto uno dei più originali thriller di recente memoria fu il motivo che spinse Pfister e Nolan a riunirsi nuovamente per Insomnia.
Dopo Memento girare Insomnia non fu cervellotico, conferma Pfister sorridendo...
Insomnia è il remake ad alto budget dell'omonima pellicola norvegese diretta da Erik Skjoldbiaerg e fotografata da Erling Thurmann-Andersen.
Per gestire l'empatia sprigionata da AL Pacino in questo film, Wally Pfister ha filmato, andando incontro a non poche difficoltà logistiche, in formato anamorfico 35mm 2.40:1 usando lenti anamorfiche Series C e Primo da 75mm.
Le pellicole utilizzate furono Kodak Vision 500T5279 e Vison 250D 5246.
Assecondando il desiderio di Nolan di mantenere un "look dark" nonostante la costante luce, Pfister si è affidato all'esperienza del production desiger Nathan Crowley.
Durante le 5 settimane di pre produzione il direttore della fotografia e Nolan visionarono un gran numero di film, molti dei quali sono affini tra loro per il loro riferimento al completo naturalismo.
Nolan fece particolarmente attenzione a Days of Heaven di Terrence Malick (fotografato da Nestor Almendros ASC) e The Thin Red Line (fotografato da John Toll), mentre Pfister trovò ispirazione in pellicole come Being There (Caleb Deschanel ASC) Snow Falling on Cedars (Robert Richardson ASC) e Apocalypse Now (Vittorio Storaro ASC, AIC).
"Amo sperimentare ed esplorare la surrealtà,e amo le traduzioni filmiche di cose non reali. Ciò nonostante ho necessità di capire da dove le luce viene e a che scopo anche se non è specificatamente motivata" e cita come fu bravo Vittorio Storaro in Dick Tracy e Apocalypse Now, pellicola quest'ultima incredibilmente vicina al suo modo di intendere la fotografia. "Apocalypse Now esprime look e sentimenti d'incredibile irrealtà ma è illuminato chiaramente basandosi sulla realtà!

Fabio Pirovano


Insomnia

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