Lo stagista inaspettato
 

La maschera di cera

Remake dell’omonima pellicola del 1953 con protagonista un immenso Vincent Price, questa produzione Castle Rock nata nelle terre australiane del Queensland è la versione “teenagerizzata” della sopracitato capolavoro di André de Toth.
Dirige Jaume Collet Serra, già regista di videoclip, mentre alla fotografia troviamo un bravissimo Steve Windon ACS (Deep Blue Sea, The Postman) che conferma ancora una volta le qualità dello stock Kodak Vision2 500T 5218 e delle lenti Primo abbinate a mdp Panaflex Millennum XL e Lightweight.
La storia inizialmente sembra non voler offrire nulla di particolarmente nuovo, paventando il solito massacro di giovani adolescenti (tra i protagonisti, una brava Paris Hilton) peccatori sperduti in lande terrificanti, ma con il passare dei minuti la fisionomia piatta e apparentemente scontata, lascia il posto ad una serie di considerazioni che rivelano un film ben più solido e strutturato, rasente il termine di capolavoro.
Se da una parte, infatti, alcuni aspetti “gore” e di violenza pura mantengono un decoro e un forte impatto visivo, supportato dalle stupende scenografie di Graham Grace Walker (Ghost Ship; Pitch Black) che finiscono per aumentare il plauso e l’ammirazione per lo sforzo artistico, dall’altra una serie di rivolgimenti narrativi ben congeniati e di “ingiustizie” innescano un sottile interesse nello spettatore, che già ammaliato dall’eccezionale fotografia, resta letteralmente “di cera” in attesa della fine della storia.


Fabio Pirovano

La maschera di cera

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