Lo stagista inaspettato
 

MOON

In un futuro vicino la Luna è diventata il giacimento piu grande di HELIUM 3, un gas in grado di sostenere il fabbisogno energetico dell'intera terra. Sam Rockwell ("Confessioni di una mente pericolosa") interpreta l’astronauta Sam Bell, l’unico tecnico impiegato con un contratto di tre anni, addetto alle operazioni di estrazione sulla base lunare Selene. Il suo compito è quello di attendere, dopo lunghe mietiture del suolo lunare, di aver carichi di Helium 3 da spedire sulla terra. Un lavoro totalmente automatizzato, dove fabbisogni e doveri sono supportati dall’intelligenza artificiale GERTY. A due settimane dalla fine del suo mandato Sam comincia a sentirsi strano, provando sentimenti di solitudine e dolore psicologico conditi da visioni. Questa situazione provocherà un incidente durante un'ispezione di routine rivelando a se stesso un assurda manipolazione da parte della compagnia che l’ha mandato in quel luogo a consumare la sua esistenza. Scritto (in collaborazione con Nathan Parker) e diretto da Duncan Jones (figlio della rock star David Bowie e di Angela Bowie) "Moon" è costato 5 milioni di dollari per 33 giorni di riprese, conditi da effetti CGI (Cinesite), miniature e motion control presso gli studi inglesi di Shepperton. Sam Rockwell è il ONE MAN SHOW, bravissimo, e catalizza con le sue presenze l’interesse per questo film e questa storia. Sebbene sia abbastanza diluito nella tensione, eccetto l’ultimo quarto d’ora, questo è il classico film di fantascienza cerebrale che, una volta terminata la visione, vorrete rivedere immediatamente; indelebile il concetto di impotenza di fronte ad una situazione dove il protagonista nei suoi sentimenti (sebbene clonati) è totalmente polverizzato dagli eventi. Supervisione alla fotografia delle miniature, lo specialista e studioso di immagini della superficie lunare Peter Talbot ("Batman Begins","Casino Royale","AVP"), mentre alla fotografia troviamo Gary Shaw già collaboratore di Douglas per alcuni spot (Carling beer) dove ha sviluppato il concetto visivo epico in Widescreen ispirandosi a storici capolavori come "2001 Odissea nello Spazio", "Silent Running" e soprattutto "Outland" (Atmosfera Zero), ricorrendo al più vecchio stock di pellicola disponibile sul mercato in quel momento (Kodak Vision 200T 5274), interagendo con lo stock Vision 3 500T 5219 per le riprese delle minature sulla superficie lunare, scene dove ci si doveva confrontare con le profonde e lunghe ombre dovute alla mancanza di atmosfera e alla distanza del sole. Dovendo evitare il formato Anamorfico per motivi di budget, la scelta è ricaduta sul classico 3 Perf - Super 35 utilizzando MDP Panaflex Millennium XL, Arri 435 per le riprese ad alta velocità mentre per le riprese a mano è stata utilizzata una Arricam Lite, con lenti Primes Primo 4:1 (17.5-75) e zoom 11:1 (24-275). Questo è un film che mette in orbita, li commuove e li agita, merito anche di una splendida colonna sonora di Clint Mansell, i nostri sentimenti, la nostra coscienza e il nostro intelletto; un film nato da concetti progettuali alla ricerca dell’autenticità che si mischiano con una storia che nella fantascienza ha solo un riferimento di catalogo ma che potrebbe esser considerato un monito sulla discutibile capacità di utilizzo etico della scienza e delle sue scoperte da parte dell’uomo. Un film fantastico che merita assolutamente di esser visto.


Fabio Pirovano

MOON

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