Lo stagista inaspettato
 

Johnny English

Davvero spassoso, quanto mai irriverente, Mr.Bean/Rowan Atkinson abbandona la storica Mini Minor e il suo orsacchiotto spelacchiato per indossare gli illustri panni di un agente segreto dei servizi segreti britannici.
"Il suo nome è Johnny, Johnny English" ma, durante le azioni più più delicate, perde immancabilmente i pezzi della pistola, si fa portare via l'Aston Martin dal carrattrezzi e, cosa inaudita(!), va in bianco con la Bond-girl di turno (la cantante Natalie Imbruglia...
In perfetto stile "british" e seguendo le orme della Pantera Rosaa di Peter Sellers, Rowan Atkinson, che, ironia della sorte, esordì nel 1983 proprio in "Agente 007 - Mai dire mai", ritrova, dopo esperimenti più o meno riusciti (Rate Race, Mr. Bean - L'ultima catastrofe e Scooby Doo) la propria strada (quella, per intendersi, dell'incredibile cameo del sacerdote imbranato di Quattro matrimoni e un funerale) aiutato da una parodia tanto semplice quanto efficace che prende di mira l'ormai comatoso personaggio di 007, principale obiettivo della sua "mission impossible" (grazie anche alle musiche di Edward Shearmur che ne rievocano le gesta), uno status symbol di cui Atkinson realizza una caricatura esilarante e dissacrante adottandone il passo e le affascinanti movenze che il protagonista demolisce automaticamente e inesorabilmente per lasciar posto a espressioni (come nei filmini delle sue performance in bagno...) costruite quasi esclusivamente sull'irresistibile mimica che lo ha reso famoso.
L'ottima regia di Peter Howitt (Sliding Doors) asseconda il protagonista senza forzare la mano ed evitando facili volgarità, confezionando un film esilarante, mai sotto tono, a tratti "trasgressivo", sostenuto dal ritmo di situazioni comiche ben calibrate che il maldestro protagonista valorizza facendole sue, ben supportato dal resto del cast tra cui spicca, l'agente Bough (l'attore comico Ben Miller) la spalla di English nelle missioni e un'irresistibile John Malkovich, che si diverte a parodizzare se stesso nei panni di uno schizofrenico francese col pallino della corona.
Vi lasciamo ad un film godibilissimo, tanto irrivirente (la regina che abdica per salvare il suo prezioso Welsh Corgi Pembroke; la "mise" del arcivescovo di Canterbury...) quanto divertente, senza pretese, se non quella di farci ridere di gusto, con un pizzico di pungente ironia.
Da segnalare il bellissimo "main title" che dà inizio al film, cantato da Robbie Williams, già autoironico James Bond, come molti ricorderanno, nel video di "Millenium" .


Ottavia Da Re

Johnny English

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