Lo stagista inaspettato
 

X-Men 2

Tremate umani, i Mutanti son tornati! Dopo quasi tre anni, arriva sugli schermi di 93 paesi in contemporanea una nuova avventura dei dei supereroi della Marvel guidati dal prof. Xavier, e direi che tornano più in grande, più affascinanti e più agguerriti che mai! Ma, come ama sottolineare il regista Bryan Singer, X-Men 2 non è un sequel, quanto l'avventura successiva della saga, una sorta di evoluzione del primo X-Men, che per quanto fosse gustosissimo visivamente, era un film abbastanza povero per quanto riguarda la struttura narrativa.
Il primo elemento che salta agli occhi nella nuova trasposizione cinematografica del fumetto di Lee è il fatto che tutto appare aumentato, ingrandito, arricchito, sia qualitativamente che quantitativamente, a partire dall'infoltimento della schiera dei mutanti che lottano per il bene. Accanto a volti già noti quali il solitario Wolverine, sempre interpretato dal supersexy Hugh Jackman, la grintosa Tempesta, un Halle Barry con una nuova (terribile) acconciatura, il giovane Ciclope, la bella Jean Grey, anch'ella dotata di un imbarazzante nuovo hairstyle, la formidabile Mystica e la giovanissima Rougue, si aggiungono nuovi personaggi, una sorta di nuova generazione di X-Men fra i quali spicca il dolce Bobby, che già aveva una parte nel primo film, e lo stranissimo Nightcrawler dalla pelle blu e il marcatissimo accento tedesco. A proposito dei personaggi, chi ha visto il precedente episodio si renderà conto, fin dai primi minuti, che qui i protagonisti sono meglio connotati, sia come individui singoli, nella loro psicologia e nel loro carattere, sia, e soprattutto, come persone in relazione fra loro che sviluppano rapporti nuovi e rinsaldano quelli preesistenti.
In particolare c'è un notevole approfondimento nell'analisi della figura di Wolverine e del suo amore impossibile per Jean, così come del rapporto fra Bobby e Rougue e della nascita della loro storia. E' possibile, quindi, cogliere il maggior approfondimento e sviluppo della dimensione umana dei protagonisti anche grazie al fatto che X-Men 2 presenta una trama più complessa ed elaborata rispetto al capitolo precedente, una storia che oltre ad essere più avvincente è sicuramente più romantica ma anche malinconica e a tratti fortemente dark, grazie anche alla straordinaria fotografia di Newton Thomas Sigel che ammanta ogni cosa d'ombra e crea fantastici giochi di luce ed alle inquadrature, talvolta estreme di Singer. Quest'ultima caratteristica sarà molto gradita agli appassionati dei fumetti degli X-Men poiché le atmosfere così scure e un po' misteriose sono da sempre fra le caratteristiche più amate della serie.
Inoltre, va notato che in questo nuovo capitolo, se da un lato emergono con maggiore intensità i demoni interiori di ciascun eroe, dall'altra s'avverte un senso di coralità, solidarietà fra outsiders e coesione che giova molto al film sotto vari punti di vista, primo fra i quali una globale armoniosità che spesso latitava nel primo episodio.
Da ultimo un accenno agli straordinari effetti speciali disseminati abbondantemente in tutta la pellicola...
Parlare della loro meravigliosità e complessità è un onere decisamente gravoso, data l'estrema ricchezza degli stessi, ma ciò che mi preme molto affermare è che, per quanto strabilianti essi siano, sono decisamente ben integrati nella storia e le sono funzionali. Molto spesso, infatti, assistiamo a film dal notevole tasso tecnico in materia di special effects, fra i quali compare sicuramente anche il primo X-Men, che però appaiono troppo incentrati su quell'unico aspetto, tanto da dare l'impressione di giocare alla playstation, piuttosto che essere al cinema, pellicole che tramortiscono lo spettatore a furia di meraviglie del computer e che credono di sopperire con il ricorso al digitale o al virtuale alla mancanza di spessore nella storia. Sono particolarmente soddisfatta, nel constatare che in X-Men 2 le cose vanno decisamente meglio: al dilà del computer c'è una bella storia, personaggi irresistibili, ironia, bellissimi paesaggi innevati e, perché no, uno spunto di riflessione sull'emarginazione, da sempre alla base dei fumetti di questi supereroi in più umani di quanto non sembri…


Marta Ravasio

X-Men 2

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