Lo stagista inaspettato
 

Il Paradiso all'improvviso

Perché sì...

Al titolo, Il Paradiso all'improvviso, andrebbe aggiunto "alternato all'inferno", al secolo Anna Maria Barbera, simpatica co-protagonista del film, tanto inguardabile quanto propedeutica nel diluire la "piacevole sofferenza" che deriva ad ogni primo piano di Amaranta, il personaggio interpretato dalla stupenda attrice colombiana Angie Cepeda (Pantaleon e Le visitatrici) grazie alla quale il tipico proverbio toscano L'occhio vole la su' parte trova la sua espressione più significativa…
Diretto e girato senza troppi artifici ma in modo assai efficace, ammiro Leonardo Pieraccioni per esser arrivato dove altri magari non riescono neppure ad avvicinarsi, in un film, come al solito, zeppo di sketch e battute ma anche di verità e spontaneità.
Sarà forse per la semplicità e per l'aderenza con tante storie reali, come quelle che ci racconta con sincerità godereccia il simpatico attore/regista toscano, o per le sensazioni ammalianti e a dire il vero un po' ammiccanti che si provano nel rivedersi nei suoi panni, ma questo è un film, senza cadere in banali disquisizioni sul fatto che l'autore si ricicla ogni volta, da gustare e da non perdere assolutamente.

Fabio Pirovano


Perché no...

Che la comicità sia un elemento in buona parte soggettivo, è un dato che trova d'accordo.
Detto questo, resta da dimostrare in che misura sia davvero presente l'elemento comico nell'ultimo film di Leonardo Pieraccioni.
Ribadendo nuovamente le sbandierate origini toscane, Pieraccioni continua ad attingere alla solita formula, riproposta più volte dai tempi del fortunato Ciclone. Non è una novità, visto che per la commedia nostrana che vuole essere toscana sembra d'obbligo l'ambientazione fiorentina o giù di lì, in cui sono banditi occhi azzurri o capelli biondi.
Ma allora cerchiamo qualche lampo di invenzione, di vitalità ne Il paradiso all'improvviso.
La figura del maturo scapolo trentenne, un po' bischero e single convinto? Passiamo oltre.
Lo scapolo ha due compagni di birichinate (Rocco Papaleo e Alessandro Haber) un po' cinici e grotteschi? Anche qui, il nuovo è poco.
Questo scapolo incontra una donna (Angie Cepeda) che gli fa girare la testa? Vedi sopra.
La donna è, guardacaso, mora e latina e - soprattutto - straniera? La straniera farà talmente colpo da convincere il protagonista a cambiare le sue idee sull'essere single, per concludere con un bel matrimonio?
La ripetitività, ne Il paradiso all'improvviso, stanca. Le fasi della storia sono incastrate in modo banale, troppo prevedibile. E se non brillano per originalità i personaggi, a salvarsi non sono certo le gag appiccicate qua e là. Il film manca di un collante vero che tenga insieme i vari episodi, pensati e scritti in maniera poco briosa, al punto da diventare (ed è il colmo in un film brillante) noiosi; come l'imbarazzante incursione nella casa della maga, inutile e al limite della verosimiglianza. Del resto, la stessa carestia che ha ridotto all'osso la squadra d'attori non richiede di per sè organicità, lasciando che il film scorra attraverso una serie di scambi di battute, dialoghi che privilegiano la sorpresa alla sostanza. Anche l'immagine del tradizionale paesaggio del mezzogiorno (stavolta siamo a Ischia, dove il protagonista è chiamato per lavoro proprio dalla donna di cui s'innamorerà) arriva sullo schermo inerte e simile a un panorama da cartolina.
Si salvano le freddure di Anna Maria Barbera, che risollevano un poco il morale, anche se per merito del suo improbabile accento più che della sceneggiatura.
Per far davvero ridere, alla fine, bisogna sempre saper rinnovare; riscaldare una minestra già servita è rischioso e poco onesto, oltre ad essere un pessimo segnale. E' più facile assuefarsi all'ironia che alla commozione.
E poi, diciamolo, non c'è gioco dove tutto è possibile. Per divertire davvero serve più veredicità.

Alessandro Bizzotto



Il Paradiso all'improvviso

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