Lo stagista inaspettato
 

L'alba dei morti viventi

Sono sempre pi¨ convinto che andrebbe istituita un'associazione di tutela dei film, che ne vieti tassativamente i remake e che si preoccupi di restaurare, preservare dagli avvoltoi (=produttori hollywoodiani), e proporre alle nuove generazioni, le pietre miliari dell'universo cinematografico.
Pietra miliare Ŕ Zombi di George Romero, un autentico mattone invece, questa pellicola diretta dall'esordiente sconosciuto e forse, unico vero zombie in questo contesto, Zack Snyder.
Un film che, neanche a farlo apposta, Ŕ assolutamente senz'anima, che ha il suo apice emotivo nei primi sei minuti (da segnalare i titoli di testa) e che prende qua e lÓ spunti e momenti chiave dal suo originale copiando maldestramente anche soggetti pi¨ recenti (28 giorni dopo) e portandoci a situazioni ridicole da telefilm in stile A-Team. Una pellicola che sembra quasi derubricata, che vanta un maestro alla fotografia come Mattew F. Leonetti (Strange Days, The Butterfly Effect) ma manca di quella tensione, di quella credibilitÓ recitativa ed ahimŔ anche fotografica minima, che permettano di ricordarsene qualcosa all' uscita dalla sala.
Riflettendo su quanto detto in precedenza non resta che constatare la triste conclusione che ci troviamo di fronte all'ennesima pellicola creata ad hoc per andare incontro alle esigenze visive delle odierne giovani generazioni.


Fabio Pirovano

L'alba dei morti viventi

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