Lo stagista inaspettato
 

Open Water

Open Water, diretto da Chris Kentis in collaborazione con la moglie Laura Lau, è stato presentato Sundace Film Festival, festival del cinema indipendente diretto da Robert Redford. Nonostante il biglietto da visita che dovrebbe garantire una certa qualità, questa sorta di realistico reportage, girato in formato mini Dv con telecamere Sony, ispirata ad una tragedia realmente accaduta e letta dallo stesso regista Kentis su un giornale di Diving, anni or sono, lascia enormemente delusi, al punto da chiedersi come mai questo genere di "lordura" possa essere arrivata sui grandi schermi.
Nonostante ci siano momenti in cui si rimane inchiodati alla sedia, considerare poco interessante la storia rappresentata ci appare un eufemismo; se Danny Boyle con 28 giorni dopo, dava un'impronta assolutamente realistica alla sua storia, utilizzando telecamere in formato mini Dv, Kentis è lontano anni luce dall'esser considerato un regista con validi argomenti (tecnicamente e non). In realtà è molto più vicino ad un appassionato subacqueo vittima di qualche disturbo in fase di decompressione che ha avuto la fortuna di entrare nelle grazie di qualche produttore o distributore; sempre più persone con discutibili estri e criteri di giudizio. Restate "al largo"…


Fabio Pirovano

Open Water

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