Lo stagista inaspettato
 

Donnie Darko

You can never go too far

Film appartenente all’ormai noto, ma sempre foriero di originalità, "circuito indipendente", Donnie Darko è uscito nelle sale americane nel 2001 ma è cresciuto silenziosamente, alimentato dalla sua stessa fama, per arrivare solo ora al pubblico mondiale e nelle nostre sale grazie anche ad un tam tam mediatico che ha permesso fare di questo film, ancor prima della sua visione, un piccolo, allucinante, "cult movie".
Un indipendente di lusso visto e considerato lo spessore del cast tecnico, che può contare sulla presenza di Steven B.Poster ASC (Stuart Little 2) per la fotografia e di April Ferry (Timeline) per i costumi, e del cast artistico, degno di una grande produzione: Jack Gyllenhaal (L’alba del giorno dopo) nel ruolo di protagonista, affiancato dalla sorella (nella vita e sullo schermo) Maggie Gyllenhaal, da Patrick Swayze (il predicatore pedofilo Jim Cunningham) e Drew Barrymore (la professoressa Karen Pomeroy), qui anche in veste di produttrice.
Ma il “credit” più significativo riguarda la regia, affidata alla mano già esperta del giovane Richard Kelly, che con Donnie Darko, sembra rivelare il piglio geniale dei migliori Lynch e Kurbick. Il risultato è un film ipnotico, ontologico, assolutamente convincente nella sua dimensione straniante, che vi trasporterà in un viaggio mentale o spazio-temporale (a seconda delle vostre considerazioni finali) fino alla destinazione finale, dove la musica dei nostri anni ‘80 usata magistralmente per esprimere certe situazioni metafisiche, si integra perfettamente alle immagini visionarie del film attraverso le composizioni elettroniche ambient di Michael Andrews.
Assolutamente da vedere e rivedere…

Leggi l'approfondimento sulla soundtrack di "Donnie Darko"


Fabio Pirovano

Donnie Darko

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