Lo stagista inaspettato
 

The Grudge

Prodotto da Sam Raimi, noto specialista di case maledette, The Grudge è diretto da Takashi Shimizu che rifà il suo “Ju-On” con capitali americani, distribuendo, in questa storia alcuni noti attori americani tra cui Bill Pullman (il professore Peter Kirk) e la protagonista Sarah Michelle Gellar (nel ruolo di Karen Devis); una vittima predestinata e, per la delusione di alcuni fans sfegatati, assai lontana dalle “normali” prestazioni di “Vampire Slayer”.
Una sorta di “Suspiria” che incontra The Ring e, proprio perché a metà fra queste influenze filmiche, una pellicola tanto disturbata quanto indecifrabile. Disturbata perché non si sono mai visti la paura e l’orrore andare così "vicini" (in senso fisico e metafisico) ad un protagonista, ma allo stesso tempo irritante per le incertezze di un meccanismo che non funziona bene e rende il film quasi incomprensibile. Infatti, nonostante spaventi da morire (in senso letterale), il terrore di cui è permeato il film, in certi frangenti, risulta fin troppo gratuito e fine a se stesso da rasentare il ridicolo e lo scontato.
Gli unici aspetti veramente riusciti del film si ritrovano nelle inquietanti ambientazioni nipponiche e nelle riuscite musiche di Christopher Young (Bandits, Codice Swordfish), che altrimenti farebbero di The Grudge il solito horror trito, visto e rivisto dove non si riesce a trovare qualcosa di originale né da un punto di vista narrativo né da un punto di vista esclusivamente estetico.


Fabio Pirovano

The Grudge

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