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La recensione: IL PADRE D'ITALIA di Fabio Mollo a cura di Ilaria Serina

Ci sono persone che affrontano la vita con estrema esuberanza e non poca incoscienza; che nonostante gli errori fatti o i torti subiti si aggrappano con le unghie e con i denti ed una tenacia senza pari alla vita, affrontandola, anzi, quasi sfidandola caparbiamente a testa bassa o correndole incontro a braccia aperte, desiderose di vedere cosa mai la sorte riservi loro nonostante qualche colpo basso inferto dal destino. Non sempre son capaci di stare con i piedi per terra facendo i conti con le implicazioni della realtà che li circonda, ma possiedono comunque un pragmatismo del tutto personale che gli consente di non rinunciare mai a vivere pienamente ogni singolo giorno. Veri e propri terremoti ambulanti, travolgono qualsiasi cosa o persona incontrino mai sul loro cammino e benché stare al passo con loro possa spesso risultare non poco impegnativo - poiché sovvertono lo status quo - ci restituiscono con semplicità ed immediatezza una grande lezione su come affrontare la vita: un’improvvisazione continua a cui rispondere con inesauribile spirito di adattamento, generoso coraggio ed una buona dose di leggerezza...


La recensione: LA LA LAND a cura di Ilaria Serina

“Dedicato ai folli e ai sognatori”

Ci sono film che sono vere e proprie dichiarazioni d’amore al Cinema: perché lo citano, lo omaggiano o lo celebrano e poco importa quale sia la storia che viene raccontata, poiché il motivo per cui vengono scritti, diretti e interpretati è la possibilità di realizzare una celebrazione appassionata e sincera di quello che rappresenta la Settima Arte per tutti coloro che non potrebbero mai nemmeno pensare di vivere senza di essa, sia che ci si trovi al di qua o al di là dello schermo. Con “La La Land” Damien Chazelle porta senz’altro a compimento la sua di proclamazione d’amore, concretizzando quello che a suo stesso dire è stato un sogno accarezzato e coltivato lungamente...


La recensione:MANCHESTER BY THE SEA a cura di Ilaria Serina

Una delle meraviglie del cinema risiede proprio nella molteplicità, nella varietà pressoché inesauribile delle storie che racconta e non soltanto per i temi che affronta, ma per l’incredibile opportunità che offre a chi vi si accosta, utilizzandolo come mezzo di espressione, di adattarsi con grande duttilità a qualunque tipo di sensibilità, veicolando un ventaglio infinito di emozioni; merito certamente anche delle differenti arti che vi convergono e collaborano alla sua realizzazione, rappresentate dalle varie maestranze coinvolte. Per farsi un’idea anche vaga di ciò, basterebbe vedere i film candidati nella categoria miglior film agli Academy Awards quest’anno: se il musical di Chazelle - “La La Land” – in corsa con ben quattordici nomination, sembra aver letteralmente stregato chiunque con un’atmosfera che, pur conservando una vaga attinenza con le amarezze che il confronto con la realtà comporta, ci catapulta di fatto in un sogno lungo due ore abbondanti fatto di colori, musica e amore; l’antitesi esatta e perfetta sembra essere allora qui rappresentata dalla faticosa, dolorosa normalità narrata da Kenneth Lonergan in “Manchester by the Sea”. ...


Stanotte seguite con noi la cerimonia degli OSCAR 2017!

“La La Land” con protagonisti la vincitrice della Coppa Volpi veneziana Emma Stone e Ryan Gosling (chissà se Venezia porterà ancora fortuna ai suoi film d'apertura), potrebbe rilanciare il musical e fare incetta di statuette con le sue 14 nomination da record, ma le soprese sono sempre dietro l'angolo del Dolby Theatre dove si svolgerà l'89a edizione della cerimonia degli Academy Awards: stanotte seguite con noi gli OSCAR 2017, per scoprire tutti i premi assegnati a Los Angeles nell'evento più scintillante dell'immaginario cinematografico...


ARRIVAL: la recensione di Ilaria Serina

La fantascienza, pressoché misconosciuta nel panorama cinematografico italiano, trova ancora credito in quello straniero, specialmente statunitense, dove, al di là degli action movie che permettono un uso smodato degli effetti speciali e promettono incassi record al botteghino per la gioia delle major, che si affidano per tanto a saghe decennali con conseguenti derivazioni; è un genere che consente anche riflessioni intimiste o metafisiche, sino a giungere alle incursioni nell’horror per indagare le più recondite paure dell’animo umano, scatenate da minacce vere o presunte, siano esse interne e quindi di natura psicologica, piuttosto che esterne, imputabili ad attacchi da altri pianeti. Per fare solo alcuni esempi recenti, a testimonianza di come un genere cinematografico tra i più consolidati e contaminati trovi ancora linfa vitale tra i suoi sostenitori, basti pensare alle operazioni commerciali di rilancio a matrice nostalgica fatte da J.J.Abrams con il più classico “Star Trek” ed il più fantasy e cavalleresco “Star Wars” o allo splendido e adrenalinico “Mad Max: Fury Road” firmato dal suo creatore George Miller che vinse così una scommessa non da poco; passando per la lotta alla sopravvivenza raccontate da Ridley Scott e da Alfonso Cuarón rispettivamente in “Sopravvissuto - The Martian” e “Gravity”; sino a giungere all’esplorazione del tempo oltre che dello Spazio in “Interstellar” ad opera di Christopher Nolan. Tutti film che si sono aggiudicati menzioni o riconoscimenti nelle premiazioni più prestigiose, hanno trovato l’apprezzamento del pubblico ed il sostegno della critica. E’ senz’altro tra questi ultimi citati che va a collocarsi l’esordio nella fantascienza di Denis Villeneuve...


La recensione: BILLY LYNN - UN GIORNO DA EROE a cura di Ilaria Serina

“Distruggere un Paese è facile, opporsi al proprio, quello sì che richiederebbe un eroe”
– Kathryn Lynn al fratello Billy


Ang Lee si dimostra nuovamente un autore capace di sorprendere e stupire. Il pluripremiato regista taiwanese ci ha in effetti abituati, in ben venticinque anni di onorata carriera, ad un cinema di rara sensibilità e grande versatilità. Dagli scenari in costume adattando Jane Austen, alla crisi coniugale di due coppie nel Connecticut agli inizi degli anni settanta; per passare dal fantasy cavalleresco di ambientazione orientale, all’action movie fumettistico prepotentemente americano; sino a giungere alle passioni proibite che coinvolgono e consumano l’animo di due mandriani del Wyoming, piuttosto che di una studentessa divenuta una spia nella Shanghai degli anni quaranta; per approdare infine all’allegoria di un naufragio, evocativa trasposizione cinematografica sull’importanza dei ricordi ed il potere del racconto...<7p>


La recensione: E' SOLO LA FINE DEL MONDO a cura di Ilaria Serina

Al cinema dal 7 dicembre

Xavier Dolan continua a mantenere al centro dei suoi film le complesse e delicate dinamiche famigliari, raccontandole con l’innegabile originalità di una regia che lo ha reso “l’enfant prodige” del cinema canadese, lo ha visto gradito ed apprezzato ospite del Festival di Cannes negli ultimi sei anni – ad eccezione della parentesi veneziana nel 2013 con “Tom à la ferme” – imponendolo sul panorama internazionale come uno degli autori più interessanti e promettenti tra le nuove leve di cineasti. Il rapporto conflittuale con la figura materna grazie al quale ha esordito a soli diciannove anni con “J’ai tué ma mère” e raccontando il quale si è aggiudicato il Premio della Giuria alla 67esima edizione del Festival di Cannes con l’intenso e riuscitissimo “Mommy”; si accompagna alle difficoltà che spesso s’incontrano nel ricercare e confrontarsi con la propria identità sessuale ( “Laurence Anyways e il desiderio di una donna” ), sino ad affrontare il tema del distacco, sia esso voluto più o meno consapevolmente per riaffermare la propria indipendenza ed identità, piuttosto che imposto da ingerenze superiori e al di fuori del nostro controllo...






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73 Mostra del Cinema di Venezia

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Settimanale di informazione cinematografica - Direttore responsabile: Ottavia Da Re
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Venezia n. 1514/05 del 28 luglio 2005
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